23 Ottobre 2017
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La nostra storia
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La nostra storia

NOI E IL CALCIO
Calcio, una parola che è divenuta familiare ad ognuno, una parola che fa parte del vocabolo di tutti i giorni, uno sport, un fenomeno di massa che coinvolge quotidianamente milioni e milioni di persone, da chi lo pratica, a chi lo legge, a chi lo scrive, per chi è pane quotidiano.
Sul calcio fenomeno di massa, sul calcio business commerciale, è stato detto, scritto, osservato praticamente tutto. Infiniti e sempre più qualificati sono stati gli osservatori, il calcio è stato analizzato da un punto di vista sociologico, psichiatrico, commerciale, è stao oggetto di studio per esperti di fenomeni di massa, di scrittori di giornalisti. Ma nonostante ciò, il calcio ogni giorno, riempie gli stadi, le colonne dei quotidiani, gli spazi delle più importanti reti televisive ed ognuno ogni giorno ha qualcosa di nuovo da dire, da proporre da far vedere.
Quindi il calcio è ancora una realtà viva una realtà che alimenta passioni, amore, sogni, ideali, ma soprattutto ricordi. Ed è proprio in questa chiave che ognuno di noi, ogni piccola realtà ha qualcosa da dire, da raccontare del calcio, perchè il calcio è anche la nostra storia, è vita vissuta, è testimonianza del tempo che passa, è testimonianza di chi e di che cosa siamo e di chi e di che cosa siamo stati.
Forse è proprio per amore del calcio e della piccola, ma meravigliosa realtà che è Cascine di Buti, che nasce questo volume e che non vuol essere altro che uno spaccato di vita, uno spaccato di storia, che un picoolo paese di provincia può offrire a se stesso, in pratica sarà come andare in soffitta e scoprire in un vecchio cassetto, da dove veniamo, i nostri padri, i nostri nonni, vecchie storie, vecchie passioni, insomma la nostra vita.
La nostra Cascine è legata al calcio da un vecchio connubio e una storia d´amore molto lunga, anche se come tutte le più belle storie d´amore ha conosciuto qualche momentanea separazione.
E´ una storia nata settanta anni fa nel lontano 1919 quando ancora il calcio era un gioco piuttosto nuovo, un gioco arrivato dall´Inghilterra alla fine dell´800 e che in quegli anni stava mobilitando i giovani dell´epoca, intenti a fondare le varie asociazioni calcistiche e che a Cascine prese il nome di Pro Cascine.
Ricercando in paese, dati, notizie, fotografie, testimonianze sui tempi passati, si possono scoprire molte cose, rivivere anche solo nell´immaginazione settanta anni di vita, veder brillare negli occhi di chi, ti racconta fatto accaduto o riconosce giovani facce su una vecchia fotografia, la gioia di un tempo, l´attaccamento alla propria terra, la delusione di una sconfitta o di uno spareggio magari perso alla monetina, dove la malasorte ebbe ragione di un´annata di sudore speso sotto a quelle maglie amaranto/nere. Si possono ritrovare fianco a fianco o addirittura abbracciati dopo un goal, ersone che la vita ha poi diviso, si può sentire nell´aria un qualcosa di conosciuto, di familiare, è una sensazione, una passione, è l´attaccamento a du colori sociali, l´amaranto e il nero che per settanta anni, hanno accomunato generazioni e generazioni di persone di diversa estrazione sociale, di diversa fede politica, ma che hanno trovato alla domenica sul campo di gioco, o aggrappati alla rete, un qualcosa di comune, un legame, un´amicizia che nessuna vicenda della vita riuscirà a cancellare.
E allora capisci che il calcio, forse non è solo un gioco, non è solo uno sport, non è solo quella violenza gratuita che a volte genera ai giorni nostri, non è solo denaro, ma è anche un fenomeno sociale, che accomuna gli uomini, è un filo sottile che lega un´infinità di persone, è un filo che seguendolo si ripercorre a ritroso la storia di un paese e di coloro che in campo e fuorisi sono prodigati per scrivere settanta anni di A.C. CASCINE.

Mauro Bacci

da Noi e Il Calcio
(Aprile 1990)
UNA STORIA SCRITTA 20 ANN FA
La storia della nostra societ inizia nel lontano 1919, quando nella zona non erano ancora molte le societ di calcio, basti pensare che il Pisa Sporting Club nasce intorno al 1909, la Lucchese intorno al 1904, il Pontedera nel 1912.
Allora il nome della nostra societ sportiva era PRO CASCINE, un nome che ci siamo portati dietro per molti anni, un "Pro" abbastanza comune in quegli anni. La societ nachue in maniera spontanea, fra un gruppo di giovani dell'epoca, che cominciavano a sentir pulsare nelle vene la febbre di quel gioco nuovo, che aveva infiammato gli ardori di quel ventennio di inizio secolo.
Nel 1919 la Pro Cascine cominci a giocare e per qualche anno vennero disputate solo partite amichevoli, oppure fu disputato qualche piccolo torneo fra i paesi della zona. Bisogna arrivare agli anni che vanno dal '28 al '30, perch la Pro Cacsine partecipi ad un Campionato di calcio regolare, ed proprio in uno di questi anni, come si tramanda dai ricordi di che era ragazzo all'epoca, che la Pro Cacsine partecip ad un campionato detto dei "liberi".
Questo campionato probabilmente era un equivalente della 3^ categoriadi oggi, in quanto le ricerche fatte sulle cronache dei quotidiani dell'epoca, non risulta che la Pro Cascine partecipasse ai campionati dell'allora Federazione Italiana Gioco Calcio.
Il campo sportivo allora, era stato costruito in una zona del paese che oggi corrisponde agli spazi adiacenti al tratto finale di Via Giovanni Pascoli, dove oggi sorge un mobilificio.
Il campionato dei "liberi" fu giocato un'anno soltanto e a met campionato fu sospeso non si sa per quali motivi.
A quel campionato partecipavano squadre come: Pro Cascine, Bientina, Giardinetto Pontedera, Qualconia Marina di Pisa, San Frediano, Orentano, e altre di cui ne stata persa la memoria. Al momento della sospensione, il Bientina che si trovava in testa alla classifica fu inviato a Torino per giocare le finali.
Si alternarono in quegli anni alla presidenza della Pro Cascine i signori Aurelio Doveri e Lamberto Buti.
Per qualche anno poi non si sente parlare di campionati a Cascine di Buti, quando nel 1941 nell'immediato anteguerra, forse l'ultimo in cui furono organizzati campionati, prima della lunga e orribile pausa della 2^ Guerra Mondiale, la Pro Cascine partecipa ad un campionato organizzato dalla Federazione Giuoco Calcio che al tempo si trovava a Firenze in Via dei Servi.
In quei tempi il campo sportivo era stato spostato dietro al fabbricato dei Coltivatori Diretti, zona che oggi corrisponde all'inizio di Via Eroi dello Spazio.
Si ricorda, anche con un po' di amarezza che quell'anno la squadra della Lucchese non doveva iscrivere la squadra al campionato e come da promesse ricevute la squadra della Lucchese doveva passare in blocco, a titolo di prestito, ai colori amaranto neri del Cascine, ma fu promessa di marinaio e la Pro Cascine si trov all'ultimo momento in difficolt e senza squadra.Fu comunque rimediato e partecip comunque al campionato anche se con scarsi successi data la squadra approntata alla rinfusa tanto per onorare una parola data e un'iscrizione fatta. Partecipavano a quel campionato squadre come la Lucchese, la Massese, il Viareggio, le riserve della Carrarese, il Bientina, l'Orentano.
Il presidente di quell'anno era il sig. Sergio Buti, mentre il sig. Ciampi Amulio fungeva da allenatore, uno solo dei giocatori era di Cascine ed era Buti Rivo.
Pass poi il lugo e triste periodo della guerra e dell'immediato dopoguerra, fino ad arrivare all'anno 1948, quando un nutrito gruppo di ragazzi dell'epoca, si misero a tirar calci ad un pallone, la passione era tanta, ma i fondi mancavano e cosi che la necessit aguzza l'ingegno, questi ragazzi cominciarono a fare i parcheggiatori di bici presso il cinematografo di Aurelio Doveri e al Circolo Combattenti e Reduci e con i fondi raccolti riuscirono a comprare una divisa di maglie di colore bianco nero, fu co che a Cascine nacquero gli "zebrotti", sicuramente in onore della squadra della Juventus che gi allora indossava gli stessi colori sociali e militava nella massima serie nazionale.
Questi zebrotti cominciarono a giocare partite amichevoli qua e l, dato che il campo sportivo a Cascine non c'era, con questi ragazzi gioc qualche partita il medico condotto del Paese, il dott. Marcello Casarosa, il quale assunse poi la carica di Presidente e divenne il primo Presidente dell'A.C. CASCINE SPORTIVA.
La squadra degli Zebrotti si allenava nella zona del Riaccio agli ordini dell'allenatore Ciampi Amulio e usava come sede delle proprie riunioni l'allora bottega di Bomb, un nome e un luogo storico nei racconti di tutti i paesani.
La squadra nel 1948/49 si iscrisse al campionato di II^ Divisione della Federazione Italiana Giuoco Calcio, ed proprio da questo anno che si possono ritrovare dati certi sulla nostra squadra.

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